Se c’è un tema che oggi non può più attendere è l’accessibilità in farmacia: non come adempimento formale, ma come scelta progettuale che migliora l’esperienza di tutti-clienti, farmacisti, caregiver-e rende lo spazio più efficiente e competitivo. In PH Design adottiamo un approccio Design for All che integra fin dall’inizio leggibilità degli ambienti, percorsi agevoli, arredi ergonomici, segnaletica inclusiva e un linguaggio visivo accogliente.
In una recente realizzazione questi principi sono diventati soluzione concreta: banco vendita in monobanchetti con una postazione ribassata a pari dignità e percorso longitudinale dimensionato sulle manovre di una sedia a rotelle, senza compromessi su estetica e funzionalità. Quello che segue è un vademecum operativo e discorsivo per trasformare l’inclusione in qualità progettuale misurabile.
Accessibilità in farmacia: molto più di una rampa
Quando si parla di accessibilità in farmacia, il pensiero corre subito a rampe e varchi. Ma la rampa è soltanto il primo fotogramma di un film più lungo. Un ambiente davvero accessibile mette in sequenza raggiungibilità, utilizzabilità e comprensibilità.
- Raggiungibilità significa poter entrare e muoversi senza barriere, dislivelli improvvisi, porte pesanti o passaggi stretti.
- Utilizzabilità vuol dire fruire di prodotti e servizi in autonomia: prendere un articolo a scaffale, firmare un consenso, pagare con il POS senza contorsioni.
- Comprensibilità è capire al volo come sono organizzati reparti, casse, cabina servizi, senza chiedere indicazioni ogni tre metri.
Questo trittico non serve solo a persone con disabilità motorie: è fondamentale per genitori con passeggini, anziani con deambulatore, persone con disabilità temporanee, utenti con ipovisione o ipoacusia. Progettarlo bene migliora la vita a tutti e riduce gli attriti operativi al banco.
Percorsi agevoli e raggio di manovra: progettare il movimento reale
Un layout è inclusivo quando “accompagna” il movimento e non lo interrompe. Tracciamo assi longitudinali chiari che guidano dall’ingresso verso le aree calde, evitando dentellature, strettoie davanti alle testate e svolte a gomito che spezzano il flusso. I corridoi principali mantengono una sezione regolare, mentre le isole espositive sono compatte e con spigoli smussati, così il passaggio laterale resta sempre agevole anche con carrozzine o ausili.
Dove la planimetria impone variazioni di quota, rampe a pendenza dolce vengono integrate al pavimento, con finitura antiscivolo e raccordi perfetti che eliminano gli “scalini invisibili”. Gli attraversamenti verso reparti ad alta rotazione (dermo, OTC, naturali) restano liberi da ostacoli mobili; le porte verso spazi di servizio sono scorrevoli o con maniglie a leva, facilmente azionabili anche con presa ridotta. In cassa la gestione delle file evita serpentine strette: passaggi semplici e leggibili riducono stress, collisioni e tempi di attesa percepiti.
Sedute e soste intelligenti: micro-pause che migliorano la permanenza
Le aree di sosta trasformano un percorso in un ambiente ospitale. Non basta “una sedia”: servono sedute comode, con braccioli per facilitare l’alzata, posizionate dove davvero si fermano i clienti, come vicino alla cabina servizi, lungo il corridoio principale, in prossimità della dermocosmesi. Il contrasto cromatico tra sedute e pavimento ne facilita l’individuazione per chi ha ipovisione, mentre i rivestimenti traspiranti, antimacchia e facilmente igienizzabili garantiscono continuità nel tempo.
Nelle aree di consulenza alterniamo postazioni in piedi e postazioni sedute, cosicché l’esperienza si adatti all’utente. L’involucro acustico, con pannelli fonoassorbenti e tende tecniche, protegge la privacy e abbassa la fatica cognitiva: un ambiente meno rumoroso migliora l’intesa tra farmacista e cliente, favorendo consigli più sereni e precisi.
Il banco che accoglie: monobanchetti e postazione ribassata a pari dignità

Il banco è il cuore relazionale della farmacia. Con i monobanchetti si ottiene un fronte cassa ordinato, elegante, modulare. Una postazione viene ribassata non come concessione, ma come scelta di pari dignità d’uso: top alla quota giusta, spazio libero sotto-top per l’avvicinamento con carrozzina, terminali di pagamento orientabili, passacavi invisibili per mantenere il piano “pulito”.
L’illuminazione è adattata per leggere scontrini, bugiardini e tonalità cutanee senza errori; gli spigoli sono arrotondati, il bordo anteriore è confortevole al contatto. Questo setup non penalizza l’estetica, anzi la rafforza: comunica, senza parole, che qui ogni cliente è accolto nello stesso modo.
Segnaletica inclusiva e wayfinding: orientarsi senza chiedere
La comprensione dello spazio vale quanto l’accesso fisico. Una segnaletica inclusiva usa pittogrammi chiari, testi ad alta leggibilità, gerarchie visive coerenti (reparto, sotto-reparto,etc) e contrasti cromatici che reggono in ogni condizione di luce. L’obiettivo è ridurre le domande “dov’è…?” e i giri a vuoto.
Quando utile, integriamo etichette tattili e QR che attivano messaggi audio o aprono pagine con caratteri ingranditi e sintesi vocale.
La cabina servizi non viene “medicalizzata” nella comunicazione: è presentata come spazio riservato e confortevole per telemedicina, autoanalisi, screening, con icone inclusive e non stigmatizzanti. Anche il pavimento può diventare un aiuto discreto: un leggero cambio di tono o una linea guida verso aree chiave orienta senza imporre.
Comfort percettivo: luce, acustica e materiali che riducono la fatica
L’accessibilità in farmacia passa dal benessere sensoriale.
La luce non è solo lumen: è stratificazione. Usiamo la naturale schermata per evitare riflessi, un wall-washer per uniformare le pareti sulle aree di interazione. Evitiamo abbagliamenti su top lucidi, specchi e vetrine; calibrando temperatura colore e CRI(Color Rendering Index, indice di resa cromatica) migliora la lettura e si riduce lo sforzo visivo.
L’acustica si tratta con elementi fonoassorbenti su soffitto e pareti in punti strategici (cassa, consulenza, cabina servizi), così le conversazioni restano riservate e l’ambiente appare più “calmo”. A pavimento preferiamo finiture antiscivolo e a bassa riflessione per sicurezza e comfort; sulle pareti, materiali resistenti e sanificabili riducono la manutenzione. Il risultato è un’atmosfera che non stanca, che accoglie e mette a proprio agio anche chi è più sensibile a suoni e luci.
Spazio per i servizi al cittadino: progettato, non improvvisato
Oggi non si parla d’altro che di servizi al cittadino in farmacia: telemedicina, autoanalisi, vaccinazioni, screening. Questo spazio non va ritagliato in coda al progetto: va pensato per primo. Posizionarlo “vicino ma protetto” al flusso principale rende immediato l’accesso e salvaguarda riservatezza e comfort. Curare dimensioni e manovrabilità consente l’uso autonomo con sedia a rotelle; una porta a tenuta e il trattamento acustico preservano la privacy; lavabo integrato, superfici igieniche, prese incassate e passacavi ordinati garantiscono igiene e sicurezza. La micro-attesa antistante, con seduta comoda e segnaletica chiara su prenotazioni, documenti e tempi, rassicura e organizza il flusso. Dentro, ogni gesto è considerato: ripiani a portata, sedie regolabili, vani bassi per borse e ausili. Così il servizio non è solo disponibile: è davvero accessibile.
Quando l’inclusione orienta tutte le scelte
Nel progetto citato in apertura, l’asse longitudinale è stato dimensionato con simulazioni di avvicinamento al banco in autonomia. I monobanchetti sono stati disegnati per ospitare una postazione ribassata integrata, esteticamente identica alle altre, con spazio sotto-top e attrezzaggi a portata. Le gondole hanno profondità contenuta e fianchi smussati per non “invadere” i corridoi; i cambi di materiale a pavimento sono stati ridotti al minimo e raccordati con precisione. La cabina servizi è stata insonorizzata e pensata per visite di telemedicina con passaggi di cavi invisibili; la segnaletica usa contrasti dolci, font leggibili e QR che attivano istruzioni vocali. Il risultato percepito dal pubblico è una farmacia “semplice da usare”, cioè inclusiva per definizione.
Come PH Design progetta l’accessibilità: metodo, dettagli, verifica
Il nostro metodo parte dall’ascolto e prosegue con la misurazione. Intervistiamo titolari e team, osserviamo i flussi nelle ore di punta, rileviamo varchi, quote, raggi e barriere “silenziose” (porte pesanti, spigoli, cambi di texture). Da qui costruiamo il layout accessibile: ingresso, percorsi, reparti sensibili, cabina servizi, backoffice di supporto. Progettiamo arredi su misura-banchi, gondole, backwall-con quote che funzionano sia in piedi sia seduti, cablaggi invisibili, spigoli arrotondati, illuminotecnica coerente.
La segnaletica inclusiva nasce insieme all’arredo: icone, cromie, gerarchie e supporti fisici fanno parte della stessa grammatica. Prima del cantiere, render, mockup e prove in scala permettono di validare scelte, altezze e raggi; a progetto concluso, consegniamo una checklist d’uso e manutenzione per mantenere gli standard nel tempo, perché l’accessibilità non è un “una tantum” ma un processo.
Linguaggio visivo e messaggi: cosa comunica una farmacia davvero inclusiva
Anche il modo in cui la farmacia “parla” dice se è inclusiva. L’iconografia è coerente; i testi sono brevi, diretti, con tono rassicurante; le call-to-action (“Prenota qui”, “Entra per telemedicina”, “Chiedi una consulenza”) sono chiare e hanno alternative audio o QR per fruizioni diverse.
Le immagini mostrano diversità reali-età, corpi, abilità-evitando stereotipi. La coerenza cromatica dei reparti non esclude l’uso strategico del contrasto in punti decisivi: maniglie evidenziate, spigoli leggibili, gradini di luce integrati per segnalare variazioni di quota. Così bellezza, sicurezza e inclusione procedono nella stessa direzione e rafforzano il posizionamento della farmacia come presidio per tutti.
Perché investire ora: impatto sul business, sulla reputazione, sulle performance
Investire nell’accessibilità in farmacia non è un costo “etico”, ma una leva strategica. Riduce gli errori al banco, accelera la scelta, migliora la privacy percepita, aumenta la permanenza e la soddisfazione. Amplia la base clienti (famiglie con passeggini, persone anziane, turisti, utenti con disabilità), sostiene i servizi al cittadino-oggi centrali nel modello di farmacia-e differenzia la tua realtà rispetto alla concorrenza. Farlo adesso significa arrivare alla stagione invernale con uno spazio più leggibile, più accogliente e più performante, pronto a sostenere flussi e servizi senza frizioni.
Vuoi trasformare la tua farmacia in uno spazio davvero per tutti? Noi di PH Design progettiamo l’accessibilità in farmacia a 360°: percorsi chiari, monobanchi con postazione ribassata, segnaletica inclusiva, cabina di servizi accessibile e un comfort percettivo che fa la differenza. Ti accompagniamo dal concept al cantiere con tempi certi e risultati misurabili, perché l’inclusione non è un’etichetta, è un progetto fatto bene!