Anche un farmacista iracheno tra le prime vittime del decreto Trump sull’immigrazione - PH Design SRL
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Anche un farmacista iracheno tra le prime vittime del decreto Trump sull’immigrazione

Respinto alla frontiera. Tra le prime vittime del decreto Trump sull’immigrazione c’è anche un farmacista iracheno. La notizia è stata riportata dalla testata francese Le Quotidien du Pharmacien.

Fouad Sharef Suleman è questo il nome del farmacista di Erbil, capitale della regione autonoma del Kurdistan iracheno che circa due anni fa aveva chiesto il visto per trasferirsi con la moglie e i bambini in Tennessee, nel sud degli Usa. La speranza era di costruirsi una nuova vita. Una speranza spezzata.

Il 5 dicembre scorso Fouad aveva ricevuto il nulla osta dalle autorità americane, per questo, sabato scorso era pronto a imbarcarsi all’aeroporto del Cairo per gli Stati Uniti. Ma in ottemperanza al decreto Trump in vigore da venerdì 27 gennaio, il visto gli è stato annullato e, distrutto dalla notizia, con moglie e figli al seguito è stato costretto a tornare a Erbil.

Il decreto del neo-eletto presidente Trump nasce per proteggere la nazione contro l’ingresso di terroristi stranieri, e vieta per 90 giorni l’ingresso agli iracheni e ai cittadini di Iran, Yemen, Somali, Sudan e Libia, e ai siriani fino a nuovo ordine. Divieto che, però, può essere aggirato con la doppia cittadinanza e alcuni tipi di visti diplomatici. Interessato dal decreto anche chi è provvisto di permesso di soggiorno per immigrati in regola o Green Card (ndr. i possessori di Green Card al momento all’estero per rientrare devono ottenere un permesso spciale rilasciato dal consolato americano, quelli invece che si trovano negli Stati Uniti che, però, vogliono viaggiare all’estero devono chiedere – prima di partire – un’autorizzazione alle autorità per riuscire a rientrare).

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